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FIAT 500 ELETTRICA: CONFERMATO L’ARRIVO NEL 2020

E’ in corso l’adattamento della fabbrica di Mirafiori, a Torino, dove la 500 elettrica sarà prodotta da inizio 2020.

TEMPI RISPETTATI – Sono iniziati i lavori di aggiornamento nella fabbrica torinese di Mirafiori, dove a partire dal 2020 sarà costruita la Fiat 500 elettrica (nella foto la Fiat 500e in vendita negli Usa sin dal 2010). La conferma è arrivata da John Elkann, presidente della FCA, intervenuto ieri alla festa per i cento anni dell’assemblea degli industriali metalmeccanici torinesi, dove ha rivelato che la produzione dell’auto sarà avviata dai primi mesi del 2020. Le parole di Elkann, riportate da Il Corriere della Sera, sono in linea con quanto aveva anticipato ad alVolante il capo della Fiat Olivier François, parlando di marzo 2020, in occasione del salone dell’automobile di Ginevra, come data d’esordio per le Fiat 500 elettrica.

UNA IBRIDA, L’ALTRA ELETTRICA – Stando alle ultime indiscrezioni, la Fiat 500 elettrica avrà un look aggiornato rispetto a quella oggi in vendita e sarà basata su un pianale specifico, in grado di ospitare le batterie senza sottrarre troppo spazio a persone e bagagli. Insieme alla Fiat 500 elettrica continuerà ad essere venduto anche il modello odierno, prodotto sempre in Polonia, a Tichy, che sarà aggiornato e riceverà sistemi ibridi leggeri per tagliare consumi ed emissioni in città, oltre ai tradizionali motori a benzina: è probabile che vi sia il 3 cilindri turbo 1.0 già montato sulla Fiat 500X.

IMPEGNI CONFERMATI – Nel corso del suo intervento Elkann ha ribadito inoltre che la FCA terrà fede all’impegno di investire 5 miliardi di euro in Italia fra il 2019 e il 2021, una somma che servirà a finanziare tredici fra nuovi modelli, aggiornamenti e versioni a basso impatto ambientale con motori ibridi o elettrici. L’arrivo di queste vetture permetterà alle fabbriche di lavorare a pieno regime, un vantaggio non soltanto per l’azienda ma anche per i lavoratori. L’impegno economici della FCA è stato annunciato a novembre 2018, prima di essere messo in discussione dall’azienda dopo una serie di attriti con il Governo, accusato di aver fatto cambiare le condizioni rispetto ai primi colloqui.

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